BAMIYAN 4265714 228 x 158 cm
BAMIYAN 4265256 200 x 145 cm
BAMIYAN 8181965 292 x 223 cm
BAMIYAN 8228337 295 x 249 cm
BAMIYAN 8264259 299 x 193 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4245708 324 x 237 cm
BAMIYAN 8177422 295 x 201 cm
BAMIYAN 8177433 294 x 223 cm
BAMIYAN 8227286 199 x 149 cm
BAMIYAN 8227145 203 x 152 cm
BAMIYAN 4270927 237 x 173 cm
BAMIYAN 8227297 240 x 163 cm
BAMIYAN 8227856 349 x 252 cm
BAMIYAN 8227683 200 x 148 cm
BAMIYAN 8134612 230 x 169 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4245742 408 x 267 cm
BAMIYAN 8177915 233 x 173 cm
BAMIYAN 8177592 298 x 224 cm
BAMIYAN 8251190 240 x 165 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4246423 328 x 238 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4245740 348 x 224 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4245658 332 x 236 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4246201 407 x 297 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4245669 389 x 287 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4245653 381 x 296 cm - CarpetLiving
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4246165 382 x 291 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4245682 387 x 276 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 4245640 300 x 202 cm
BAMIYAN 8181887 294 x 221 cm
BAMIYAN 8181849 283 x 223 cm
BAMIYAN 8181663 236 x 173 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 8241514 326 x 240 cm - CarpetLiving
REVIVE VINTAGE SPECIAL 8241507 393 x 279 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 8241537 469 x 286 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 8241533 401 x 302 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 8241531 332 x 233 cm
REVIVE VINTAGE SPECIAL 8241527 442 x 330 cm
BAMIYAN 4176669 266 x 174 cm
BAMIYAN 8189540 292 x 217 cm
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BAMIYAN 8189505 301 x 246 cm
BAMIYAN 8205606 238 x 165 cm
BAMIYAN 8268786 236 x 170 cm
BAMIYAN 8205120 205 x 142 cm
BAMIYAN 8190081 245 x 172 cm
BAMIYAN 8192023 233 x 168 cm
BAMIYAN 8191505 236 x 171 cm

Tappeti orientali: storia, struttura e significato

I tappeti orientali rappresentano una delle forme più antiche e affascinanti di arte tessile. Le loro caratteristiche formali, i motivi decorativi e le tecniche di lavorazione si sono tramandate per secoli, mantenendo un’identità riconoscibile ancora oggi.

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I tappeti orientali sono generalmente di forma rettangolare, anche se esistono varianti quadrate, rotonde o poligonali. La struttura del disegno è quasi sempre suddivisa in due parti principali: la cornice, composta da fasce decorative di larghezza variabile, e il campo centrale, che può ospitare un motivo unico oppure una decorazione ripetuta.

Una categoria particolare è rappresentata dai tappeti da preghiera, diffusi nel mondo islamico, riconoscibili per la presenza del mihrab, la nicchia stilizzata che indica la direzione della Mecca. Questo elemento rende il tappeto non solo decorativo, ma anche profondamente simbolico.

Il più antico tappeto orientale conosciuto, oggi conservato al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, risale a un periodo compreso tra il V e il III secolo a.C. Rinvenuto nel 1947 in una tomba scitica sui monti dell’Altaj, in Siberia, è un tappeto annodato di straordinaria fattura, decorato con animali, motivi floreali e geometrici. Questo reperto dimostra come l’arte del tappeto fosse già altamente sviluppata in epoche remote.

I primi tappeti annodati di origine mediorientale documentati risalgono invece alla metà del XIII secolo. Questi esemplari presentano prevalentemente disegni geometrici, come quadrati, ottagoni e motivi vegetali stilizzati, che influenzeranno a lungo la produzione tessile dell’Asia Minore.

Perché arredare con tappeti orientali?

I tappeti orientali sono da sempre considerati veri protagonisti dell’arredo. Ricchi di dettagli, colori e simbolismi, possono essere paragonati a opere d’arte tessili, capaci di caratterizzare uno spazio in modo unico e immediato.

La loro forza risiede nella manualità e nella tradizione che li accompagna. Popoli e tribù di un’area vastissima, che va dall’Africa mediterranea all’Asia Minore, hanno sviluppato tecniche di annodatura complesse e palette cromatiche legate al territorio, rendendo ogni tappeto un oggetto irripetibile.

Inserire un tappeto orientale in un soggiorno, in uno studio o in una camera da letto significa portare in casa un elemento di grande valore culturale ed estetico. Un tappeto orientale è in grado di arredare da solo un ambiente, grande o piccolo che sia, creando calore, profondità e identità.

Quali sono le principali tipologie di tappeti orientali?

Il termine “tappeti orientali” comprende numerose famiglie di tappeti, diverse per area geografica, materiali e tecniche di lavorazione. Questa varietà si riflette nei disegni, nei colori e nelle strutture, offrendo un panorama estremamente ricco.

Tra i più noti troviamo i tappeti persiani, caratterizzati da un’altissima densità di nodi, disegni complessi e una cura del dettaglio straordinaria. Sono generalmente tappeti a pelo corto, apprezzati per la loro eleganza e durata nel tempo.

Accanto ai persiani troviamo i tappeti berberi, riconoscibili per il pelo più lungo e per soluzioni cromatiche spesso più essenziali. Questi tappeti sono ideali per creare ambienti accoglienti e informali.

I tappeti kilim, invece, presentano una tessitura piatta senza pelo e motivi grafici affascinanti. Grazie alla loro leggerezza, possono essere utilizzati anche come arazzi decorativi. Completano il panorama i tappeti afgani, simili per origine ai persiani ma distinti da colori intensi e disegni specifici.

Come riconoscere l’annodatura dei tappeti orientali?

La caratteristica fondamentale del tappeto orientale è la presenza del vello, ottenuto legando fili corti alle catene dell’ordito. La densità dei nodi è spesso utilizzata come indicatore di qualità, ma non è l’unico fattore da considerare: contano anche l’abilità dell’artigiano e l’equilibrio del disegno.

Esistono diverse tecniche di annodatura, tra cui il nodo turco, detto Ghiordes, che garantisce una struttura solida e resistente. In altri casi si utilizza il nodo persiano, più sottile e adatto a disegni molto dettagliati.

Per valutare la struttura di un tappeto è utile osservare il retro: nei tappeti annodati a mano i nodi sono visibili come piccoli elementi regolari. Nei tappeti provenienti da Iran, Afghanistan e Turchia questa caratteristica è facilmente riconoscibile, mentre nei tappeti cinesi e indiani i nodi sono spesso più fitti e difficili da distinguere.