I tappeti volanti sono menzionati in numerose leggende. Sono un  immaginario mezzo di trasporto. I tappeti volanti sono i voli delle fiabe, sono i sogni segreti di ogni bambino, sono i sogni che non si avvereranno mai. Pensate che i tappeti volanti sono presenti nella letteratura dai tempi quasi biblici fino ai giorni nostri.Ed è grazie alla popolarità della Mille e una Notte se i tappeti magici sono arrivati all’attenzione del pubblico occidentale.

 

La Storia dei Tappeti Volanti

Secondo il libro sacro degli etiopi, il Kebra Nagast, noto anche come il libro della Gloria dei Re, antico testo etiope di grande importanza storica, religiosa e archeologica, scritto tra il V secolo a.c. e il II secolo d.c., racconta che il re Salomone, terzo re di Israele dal 970 al 930 a.c., possedesse un tappeto volante. La descrizione del tappeto volante di Salomone è sconcertante. Si dice che fosse lungo e largo sessanta miglia, di colore verde e oro e che quando Salomone si sedette sul tappeto, fu preso dal vento e salpò così rapidamente nell’aria, che fece colazione a Damasco e cenò in Media.

Sempre secondo il libro sacro Kebra Nagast, anche la Regina di Saba, sposa di re Salomone, ne possedeva uno. Ma queste antichissime leggende non parlano di tappeti volanti solo come un mezzo di trasporto. In numerosi racconti, i tappeti volanti sono raffigurati come potenti armi. Infatti, nelle storie del II secolo a.c., scopriamo Phraates II, un re dei Parti impegnato in battaglia con Antioco VII, re dell’Impero seleucide.

La storia racconta che re Phraates volò “a bordo” di un tappeto volante dalle alture della montagna Zagros. Una volta raggiunto il suo nemico, sparò dal tappeto  fuoco e fulmini. Secondo Hai ben Sherira dell’accademia talmudica, la biblioteca perduta di Alessandria era la patria di innumerevoli “tappeti magici”. Il tappeto volante è anche un motivo popolarissimo nella letteratura fiabesca che spesso viene associato alle fiabe di “Le Mille e una Notte”.

Ma contrariamente a quanti possano pensare, quasi tutte le fiabe del tappeto volante sono russe o di provenienza slava. In questo oggetto fiabesco è contenuta la brama eterna del bambino ma anche dell’uomo di volare.

Il personaggio di questi racconti è Baba Yaga, una creatura leggendaria della mitologia slava, divenuta nel tempo un personaggio importantissimo delle fiabe. E’ una orribile strega del folklore slavo. Oltre a volare in giro su un vecchio mortaio a rapire bambini, fornisce al principe Ivan, eroe del folklore russo, un tappeto volante.

Nella fiaba “La Principessa Ranocchia”, Baba Yaga dona al Principe Ivan un tappeto volante per tornare a casa con sua moglie Vassilissa la Saggia; ne “La Principessa incantata” il tappeto volante è il mezzo che usa un soldato per ritrovare la strada che lo riporta dalla sua adorata moglie; il tappeto volante nella fiaba “IL sogno profetico” è ancora lo straordinario mezzo di trasporto di Ivan per raggiungere il regno di Elena la bella.

 

I tappeti Volanti e Le Mille e Una Notte

Ma come detto all’inizio, la popolarità dei tappeti volanti la si deve a “Le Mille e una Notte”, la celebre raccolta di novelle orientali, di origine egiziana, mesopotanica, indiana e persiana, costituita a partire dal X secolo, di varia ambientazione storico-geografica, composta da differenti autori. Il numero 1001 non va preso alla lettera. Al contrario, “mille” in arabo significa “innumerevoli” e quindi 1001 significa un numero infinito. Successivi compilatori e traduttori presero questo numero alla lettera e, dividendo e aggiungendo fiabe, arrivarono a una raccolta che ne conteneva appunto mille e una.

È incentrata sul sultano Shahriyar che, essendo stato tradito da una delle sue mogli, uccide sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze. Un giorno Shahrazade, figlia maggiore del gran visir (primo ministro), decide di offrirsi volontariamente come sposa al sovrano, avendo escogitato un piano per placare l’ira dell’uomo contro il genere femminile. Così, la bella e intelligente ragazza, per far cessare l’eccidio e non essere lei stessa uccisa, attua il suo piano con l’aiuto della sorella: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Va avanti così per “mille e una notte” e alla fine il re, innamoratosi, le rende salva la vita. Nelle novelle Le Mille e una Notte, la presenza dei tappeti volanti e assai rara. Si conosce la novella  dal titolo “Storia del Principe Ahmed e della Fata Pari-Banù”, con il tappeto di Tangu, chiamato anche il tappeto del principe Hussain. Questa novella inizia la notte CCCXCIII  e così per ben 23 lune e solo la notte CDXV, Sharazade ne racconta il lieto fine.

 

I Tappeti Volanti e i Film

La comparsa di  Aladino con la sua meravigliosa lampada non è riconducibile alla prima edizione, ma è di epoca relativamente recente. Il racconto, da qualcuno classificato come leggenda, appare per la prima volta nella compilazione de Le Mille e una Notte con la traduzione di  Antoine Galland, dall’arabo al francese, effettuata nel 1710. Ma il fantastico tappeto volante che accompagna i meravigliosi voli di Aladino e la sua meravigliosa lampada, fa il suo ingresso soltanto nel XX secolo.

Nel 1939 la Paramount produce il  film animato “La meravigliosa lampada di Aladino” con i personaggi della serie di Braccio di Ferro. In questa produzione però Aladino è ancora sprovvisto dello straordinario, fantastico tappeto volante. E’ nel 1982 con la casa di produzione Toei Company, che il tappeto magico entra nelle sale cinematografiche con il film d’animazione “Aladino e la lampada meravigliosa”. Nel 1992 la Walt Disney, produce il film intitolato Aladdin. Qui il magico tappeto porta in volo    Aladino e l’amata Jasmine.

Pensate che la voce del Genio nella versione originale è del grandissimo attore Robin Williams, mentre nella versione doppiata in italiano è affidata a Gigi Proietti.Questo fortunatissimo film d’animazione, regala ai compositori  Alan Menken e Tim Rice due premi Oscar: il primo come miglior canzone A whole new world di Rice e Menken; il secondo come migliore colonna sonora di Alan Menken. Nel 2019, la Disney, dopo 27 anni dalla prima edizione di Aladdin, esce con il remake del film,  interamente recitato da attori.

 

Viktor Vasnetsov – Il pittore dei Tappeti Volanti

Nasce nel 1848 nel lontano villaggio diLop’jal, nel governatorato di Vjatka (oggi è la città di Kirov) in Russia. Muore nel 1926 a Mosca

I tappeti volanti, cavalieri, principesse e creature magiche, sono i protagonisti dei quadri di Vasnetsov, celebre pittore del XX secolo, considerato una figura chiave del movimento neo russo. I quadri conosciuti del celebre pittore aventi come soggetto il tappeto volante, sono i primi due:

il primo dipinto, olio su tela del 1880, raffigura il principe Ivàn sul tappeto incantato che tiene la gabbia contenente l’Uccello di Fuoco da lui catturato.  Qui il Tappeto Volante è simile all’uccello gigantesco, spiegato le ali sopra le distese sconfinate della Russia.

La tela fu realizzata su richiesta dell’amico collezionista d’arte, Savva Mamontov, che desiderava un quadro da appendere alle pareti del proprio ufficio nelle ferrovie (Mamontov, oltre a essere imprenditore e mecenate, fu anche il maggior azionista della Ferrovia Transiberiana); ma il consiglio di amministrazione decise che il soggetto non era adatto a decorare un reparto così serio. Il quadro è esposto al Museo delle Belle Arti di Nìzhnij Nòvgorod
il secondo dipinto, olio su tela di Viktor Vasnetsòv, è un lavoro degli anni 1919-1926 e raffigura il principe Ivan e la principessa sul Tappeto Volante. Sotto di loro la pianura russa e il fiume circondato dal bosco.

Il quadro si trova nella Casa-Museo di Viktor Vasnetsov a Mosca; il terzo dipinto, olio su tela, sempre di Vasnetsov degli anni 1917-1926, raffigura la famosa, orribile strega delle leggende russe, Baba Yaga, che vola  sul suo mortaio portando con se una bimba rapita per divorarla. Il quadro si trova nella Casa-Museo di Viktor Vasnetsov  a Mosca; Il quarto dipinto è l’autoritratto del pittore eseguito nel 1873, all’età di 25 anni.

Viktor Vasnetsov, si immerse così profondamente in questo magico mondo di racconti russi che creò persino una vera e propria “capanna sulle zampe di pollo”, che, secondo il racconto, sarebbe la casa della vecchia strega Baba Yaga.

 

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